Miraggio

scritto da Fresia
Scritto 4 giorni fa • Pubblicato 15 ore fa • Revisionato 15 ore fa
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Testo: Miraggio
di Fresia

MIRAGGIO

E' davvero triste pensare come gli esseri umani abbiano sempre avuto bisogno di punizioni, pene, della paura di eventuali conseguenze e persino del timore di un castigo divino per non arrecare danno ai propri simili.
Eppure, tutto ciò non è mai stato, e non è tuttora, un deterrente sufficiente per evitare comportamenti riprovevoli, violenti, crudeli, abominevoli...  
Non posso fare a meno di chiedermi il perché non riesca ad affermarsi la consapevolezza dell' importanza di agire a favore e non contro l' umanità.
Con questo, non voglio dire che gli uomini non siano capaci di empatia, di relazioni e azioni anche molto positive, sarebbe una falsità affermarlo. Eppure, gli istinti bestiali, che agli albori della nostra comparsa sulla Terra ci permisero di sopravvivere, sono ancora insiti in noi e spesso si manifestano nel peggiore dei modi. 
L' Uomo si erge a essere superiore, si ritiene creato a immagine e somiglianza di Dio, poiché sente di possedere una parte spirituale che lo differenzia dagli altri animali. Per il resto, se ci pensiamo bene, è davvero molto simile a tutte le creature che popolano la Terra.
Nasce, si nutre, cresce, si riproduce per garantire la sopravvivenza della specie, vive cercando il più possibile il proprio benessere e alla fine muore. 
Bisogna riconoscere che il nostro cervello, a differenza di quello di altri esseri viventi, è stato in grado fin dai primordi di cambiare profondamente il mondo con scoperte e invenzioni e anche di creare condizioni di vita meno difficili.
Allora perché, vista la notevole intelligenza che ci ritroviamo, non abbiamo ancora imparato ad agire usandola al meglio?
Perché, talvolta, si ha la sensazione che gli animali, che consideriamo inferiori, mostrino addirittura sentimenti migliori dei nostri?
Perché le cose non possono andare diversamente? Dov'è quello spirito che dovrebbe renderci simili a una divinità misericordiosa e giusta?
Molti studiosi affermano che le divinità a cui l'uomo si è sempre rivolto siano soprattutto una proiezione di ciò che siamo. 
Gli antichi dei, infatti, si comportavano esattamente come gli umani: si innamoravano, si adiravano, si vendicavano, parteggiavano per questo o quello... 
La divinità dell'antico testamento pare non costituire un' eccezione. Se pensiamo ad alcuni passi, ad esempio al diluvio universale o alla narrazione delle dieci piaghe d'Egitto, ne ricaviamo un' immagine tremendamente crudele, poiché decreta la morte di moltissimi innocenti. 
Le storie narrate nella Bibbia erano senz'altro un modo per far comprendere agli uomini dell'epoca la potenza di Dio e la necessità del rispetto di regole. Vanno ovviamente contestualizzate, ma ciò che appare è una divinità che contraddice la sua immagine di sommo bene e che si comporta esattamente come gli uomini: non esita, per raggiungere il proprio scopo, a sacrificare un grande numero di vite incolpevoli. Non è ciò che è sempre accaduto e che accade tuttora nei vari conflitti o nelle faide, o in altri frangenti come ad esempio genocidi, uccisioni di massa ecc...?  
Non posso fare a meno di chiedermi se il progresso che abbiamo raggiunto, e che continuiamo a perseguire, corrisponderà prima o poi ad un' evoluzione positiva del nostro essere più profondo. Lo spero, ma so benissimo che ciò è, per ora, soltanto una sorta di miraggio.
Nonostante mi imponga di smetterla di pensare, e pur consapevole di non poter trovare risposte, continuo sempre a pormi domande e più vado avanti più mi sfugge il senso del tutto.
Eppure lo cerco, voglio credere ancora in uno spirito puro che non posso immaginare, ma che tento di riuscire a sentire intorno a me e, soprattutto, dentro di me. 
 

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